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FARMACI DI MARCA O GENERICI?

Il medicinale equivalente (comunemente noto come generico) viene spesso percepito
dai medici e dai farmacisti, ancor prima che dai pazienti, come uno strumento di serie B la cui finalità è il risparmio in termini economici la con l’inevitabile conseguenza di una qualità più scadente, di una minore sicurezza e di una minore efficacia.

Purtroppo, le campagne informative delle istituzioni preposte hanno fallito nella diffusione di una adeguata informazione, un fallimento che ha addirittura ottenuto un effetto contrario, ingenerando dubbi e sospetti anche in molti operatori sanitari, sprovvisti di cultura consapevole.
Di seguito riporto una sintesi della guida relativa ai medicinali equivalenti fornita dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), che è stata concepita con lo scopo di fornire chiarimenti a medici, farmacisti e pazienti.

La guida è strutturata in modo da rispondere a quesiti ricorrenti relativi ai farmaci equivalenti e di contrastare le affermazioni non documentate e false di quei sanitari che non conoscono le norme poste in essere per garantire la qualità, la sicurezza e l’efficacia di questi medicinali.

CHE COS’È UN MEDICINALE EQUIVALENTE?
Con medicinale equivalente (o generico) si intende un medicinale che, oltre a contenere nella propria formula la stessa quantità di principio attivo del medicinale di riferimento (noto come medicinale “di marca” , “griffato” o “brand” ), ne possiede anche una bioequivalenza, dimostrata da studi appropriati di biodisponibilità.

Un medicinale equivalente è pertanto una copia di un medicinale autorizzato che abbia concluso il periodo di brevetto previsto dalla Normativa (della durata solitamente di 10 anni) durante il quale il Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio di tale medicinale (di marca o brand) si avvale del diritto di esclusiva proprietà intellettuale sui dati di sicurezza e di efficacia del medicinale, e ciò allo scopo di rientrare nei costi sostenuti per la ricerca, che sono necessari per la messa a punto del farmaco innovativo.

La guida AIFA presenta uno schema esemplificativo di medicinale di riferimento e di medicinale equivalente che riportiamo integralmente.

Medicinali in commercio contenenti come principio attivo l’omeprazolo (tratto dalla Lista di Trasparenza aggiornata al 16 novembre 2015)

MEDICINALE DI RIFERIMENTO
(BRAND)
MEDICINALE EQUIVALENTE A
MEDICINALE EQUIVALENTE B
OMEPRAZEN ®(Malesci S.p.A.)
OMEPRAZOLO TEVA
(TEVA Italia Srl)
OMEPRAZOLO ANGENERICO
(Angenerico S.p.A.)
Omeprazolo = 10 milligrammi
14 Compresse
Prezzo 3,54 euro (Rimborso 3,09)
Omeprazolo = 10 milligrammi
14 Compresse
Prezzo 3,22 euro (Rimborso 3,09)
Omeprazolo = 10 milligrammi
14 Compresse
Prezzo 3,09 euro (Rimborso 3,09)

Se si prende in considerazione la definizione di medicinale equivalente (generico), si può
verificare che le condizioni descritte sono rispettate.

Nello specifico, i medicinali hanno tutti:

  • la stessa composizione qualitativa (stesso principio attivo) : omeprazolo
  • la stessa quantità di sostanza attiva: 10 mg;
  • la stessa forma farmaceutica: compresse.

Anche il numero di unità posologiche è il medesimo (14 compresse) per tutte le confezioni.
Inoltre, i due medicinali equivalenti, A e B, sono stati autorizzati come conseguenza della verificata bioequivalenza con il medicinale di riferimento.

Le uniche differenze sono : il nome commerciale del medicinale e il prezzo.

Il medicinale di riferimento (brand) ha un nome di fantasia (nell’es. Omeprazen), cioè un marchio registrato che lo rende immediatamente riconoscibile, mentre i medicinali equivalenti sono identificati dalla Denominazione Comune Internazionale (DCI) del principio attivo (omeprazolo), seguita dal nome del titolare dell’AIC (nell’esempio Teva o Angenerici).

I tre medicinali differiscono anche per il prezzo: solo il medicinale equivalente B sarà dispensato senza alcuna spesa a carico del paziente in quanto la ditta produttrice ha deciso per motivi commerciali di fare un prezzo diverso da quello di riferimento indicato dal SSN per il rimborso ( vedi costo dei medicinali equivalenti).

QUAL È LA DEFINIZIONE NORMATIVA DI “MEDICINALE GENERICO”?
Il medicinale generico viene definito dalla direttiva 2001/83/CE del Parlamento Europeo come “un medicinale che ha la stessa composizione qualitativa e quantitativa di sostanze attive e la stessa forma farmaceutica del medicinale di riferimento nonché una bioequivalenza con il medicinale di riferimento dimostrata da studi appropriati di biodisponibilità".

QUALITÀ, SICUREZZA ED EFFICACIA DEI MEDICINALI EQUIVALENTI
I tre requisiti fondamentali che consentono a un medicinale di ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) sono la qualità, la sicurezza e l’efficacia che devono essere dimostrate per tutti i medicinali, non importa se “di marca” o equivalenti. Ciò perché tutti i medicinali autorizzati all’immissione in commercio devono rispettare la legislazione europea in materia di medicinali.

Ma, mentre nel caso del farmaco di marca gli studi di sicurezza ed efficacia vengono presentati ex novo dall’azienda, nel caso del farmaco equivalente il dossier di registrazione viene strutturato avvalendosi dei dati di sicurezza ed efficacia già valutati dall’autorità competente in occasione della registrazione del medicinale di riferimento. I dati sono inoltre arricchiti di tutte le informazioni di effetti avversi, di interazioni con altri medicinali o di mancata efficacia, raccolti nel periodo di “data protection” (circa 10 anni) del medicinale di riferimento, avvalendosi delle segnalazioni di farmacovigilanza, valutate sia dall’ AIFA sia dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA).

I medicinali equivalenti sono pertanto, a tutti gli effetti, uno strumento di maggior maneggevolezza terapeutica per il medico, essendo state acquisite numerose informazioni in merito alla efficacia e alla sicurezza del principio attivo, consentendo pertanto una più fine definizione del profilo rischio/beneficio.

MEDICINALE GENERICO O EQUIVALENTE: QUAL È LA DIFFERENZA?
I medicinali generici e quelli equivalenti sono esattamente la stessa cosa.
Il termine “medicinale generico” è la traduzione italiana di “generic medicinal
product” riportata nella Direttiva 2001/83, ma, a differenza dell’espressione inglese che rimanda esattamente alla definizione normativa, la traduzione letterale in italiano con “generico” risulta fuorviante in quanto “generico” viene frequentemente percepito dall’opinione pubblica come un rimedio non dotato di sufficiente specificità, o, addirittura, come un prodotto di qualità inferiore rispetto ai medicinali di marca.

Per sottolineare che i medicinali “generici” sono “equivalenti” sotto tutti gli aspetti al medicinale di riferimento, con la Legge 149 del 26 luglio 2005 viene di fatto sostituita la denominazione “medicinale generico” con “medicinale equivalente”.

QUALITÀ, SICUREZZA ED EFFICACIA DEI MEDICINALI EQUIVALENTI
La qualità, la sicurezza e l’efficacia sono i tre prerequisiti che qualsiasi medicinale deve
possedere per ottenere una Autorizzazione all’Immissione in Commercio(AIC), a prescindere che si tratti di un medicinale innovativo, un medicinale di marca o un medicinale equivalente.

Ogni azienda farmaceutica è tenuta a presentare un dossier di registrazione che si compone di tre sezioni specificatamente dedicate a qualità, sicurezza ed efficacia, che vengono valutate, in base al tipo di procedura, dagli Uffici e dagli Esperti della Commissione Tecnico Scientifica Nazionale (CTS) o dal Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali.
Solo a seguito della verifica di conformità alla norma dei tre requisiti può essere concessa l’AIC.
Qualsiasi medicinale entri oggi in commercio in Europa segue questo iter valutativo.

BIOEQUIVALENZA
Secondo la legislazione europea, due medicinali sono bioequivalenti se le loro biodisponibilità, in seguito a somministrazione della stessa dose, sono simili così che i loro effetti, riferiti ad efficacia e sicurezza, siano i medesimi.
L’accertamento della bioequivalenza si effettua confrontando la Cmax (concentrazione massima nel sangue), la Tmax (il tempo impiegato a raggiungere la Cmax) e l’ AUC (l’andamento della concentrazione plasmatica nel tempo) del medicinale test (il nostro equivalente) con quelli del medicinale di riferimento. In particolare, è necessario che l'intervallo di confidenza al 90% del rapporto tra AUC e Cmax dei due preparati sia compreso tra 0,8 e 1,25 (+/- 20 % se si fa riferimento alla differenza tra parametri, normalizzata per il parametro della formula standard). Il medicinale generico per definizione non può mai essere perfettamente uguale al medicinale originatore. Solo due farmaci che siano stati prodotti dallo stesso impianto di produzione, abbiano identica composizione in principi attivi ed eccipienti, siano sottoposti alla stesso processo tecnologico di lavorazione possono essere perfettamente uguali. Pertanto, anche lotti differenti dello stesso farmaco di "marca" o farmaci di marca prodotti in stabilimenti diversi non sono mai perfettamente uguali.

Le formulazioni parenterali, e cioè quelle somministrate per via iniettiva, percutanea, inalatoria, oculare, ecc., sono esentate dagli studi di bioequivalenza in quanto la biodisponibilità di una forma parenterale è, per definizione, immediata e completa.

PERCHÉ I FARMACI EQUIVALENTI COSTANO MENO DI QUELLI DI MARCA?
I medicinali equivalenti hanno un prezzo inferiore di almeno il 20% rispetto ai medicinali di marca.
Chi chiede l’autorizzazione per un medicinale equivalente può praticare prezzi molto competitivi rispetto all’azienda titolare del prodotto di marca perché non ha dovuto investire risorse nella ricerca (dal momento che il principio attivo è ormai noto) e non ha dovuto condurre né studi preclinici né studi clinici per dimostrare l’efficacia e la sicurezza del medicinale nell’uomo, dal momento che già sono stati condotti dall’azienda proprietaria del brevetto.
Scaduto il periodo del brevetto, la legge consente, a chiunque sia in possesso dei mezzi tecnologici e delle strutture idonee, di riprodurre, fabbricare e vendere, previa autorizzazione dell’AIFA, un medicinale la cui efficacia e sicurezza sono ormai consolidate e ben note.
Esiste una lista, chiamata lista di trasparenza pubblicata ed aggiornata mensilmente dall’AIFA, che contiene l’elenco dei medicinali equivalenti disponibili nel circuito distributivo.
Per ogni categoria omogenea di medicinali presente nelle liste di trasparenza viene stabilito un prezzo massimo di riferimento, che rappresenta anche il limite di rimborso, da parte del SSN, per quella categoria di medicinali.
Il significato della Lista di Trasparenza, oggi, è quello di far conoscere al pubblico non solo quali sono i medicinali equivalenti in commercio per ogni singolo principio attivo, ma, soprattutto, di informare in merito al prezzo di riferimento stabilito, importante da conoscere perché corrisponde alla quota massima rimborsata dal SSN.

TRE LEGGENDE DA SFATARE
Negli equivalenti , gli eccipenti sono diversi e di qualità inferiore
Gli eccipienti sono sostanze inerti e non hanno proprietà terapeutiche: la loro funzione è quella di rendere somministrabile il principio attivo, cioè la componente del farmaco che svolge l’azione terapeutica voluta. Ciononostante, alcuni eccipienti possono avere rilevanza per la sicurezza di un medicinale, e ciò anche in quelli di marca. Ad esempio, la presenza di glucosio può avere ripercussioni in pazienti diabetici, la presenza di amido di grano in soggetti affetti da celiachia, la presenza di aspartame in pazienti affetti da fenilchetonuria. Questi aspetti vengono gestiti attraverso una corretta informazione sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) e sul foglio illustrativo di tutti i medicinali sia di marca che equivalenti, secondo quanto è previsto dalle linee guida europee predisposte dalla Comunità Europea.

La normativa prevede che un farmaco equivalente possa contenere eccipienti diversi da quelli del farmaco “di marca”, ma ciò non rende il farmaco di qualità inferiore: in base a quanto appena detto, è infatti sempre necessario consultare il foglio illustrativo, al paragrafo “Avvertenze speciali”: informazioni importanti su alcuni eccipienti del medicinale X. Tale informazione consente sia al medico sia al paziente di ricorrere al medicinale equivalente con consapevolezza e tranquillità.

• L’equivalente può contenere il 20% di principio attivo in meno rispetto al medicinale di marca
Tutti i medicinali (anche gli equivalenti) possono essere autorizzati solo ed esclusivamente se il contenuto di principio attivo è compreso nell’ intervallo 95%-105% del quantitativo nominale indicato in etichetta. Il requisito di non superare una ‘tolleranza’ del 20%, di cui spesso si parla, non si riferisce né al contenuto in principio attivo del medicinale, né alla concentrazione nel plasma del principio attivo (biodisponibilità), bensì fa riferimento ad un metodo statistico-matematico, quello dell’intervallo di confidenza della stima di bioequivalenza, che ci permette di ridurre al minimo, se non di eliminare, l’influenza di quei fattori (variabili) che possono introdurre errori sistematici nei risultati dello studio.
Occorre sottolineare che i procedimenti statistici utilizzati sono comuni a tutte le agenzie regolatorie internazionali e che tale intervallo non è né arbitrario né fissato da una legge italiana, ma è stato stabilito convenzionalmente a livello internazionale e ritenuto congruo, tenendo conto delle oscillazioni della biodisponibilità che possono presentarsi sia in uno stesso soggetto sottoposto alla somministrazione del medesimo medicinale in momenti diversi sia in soggetti diversi.

• Non tutte le ditte mettono in commercio generici affidabili
Tutte le ditte devono rispettare i requisiti necessari e indispensabili affinché un medicinale equivalente possa ottenere l’ Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) da parte della Commissione Tecnico Scientifica (CTS) dell’ AIFA. Inoltre, gli equivalenti sono sottoposti agli stessi controlli post- marketing a cui sono sottoposti tutti i medicinali in commercio in Italia.

CONCLUSIONI: PERCHÉ SCEGLIERE I MEDICINALI EQUIVALENTI?

  • Hanno qualità, sicurezza ed efficacia uguali a quelli di marca
  • Hanno un prezzo di almeno il 20% inferiore
  • Possono contenere numerose nuove informazioni in merito alla efficacia, alla sicurezza e agli effetti avversi del principio attivo
  • Costituiscono un notevole vantaggio per il SSN, consentendo, con le quote di denaro pubblico risparmiate per il rimborso, di investire su nuovi medicinali innovativi e salva vita.

Purtroppo, l’ignoranza domina nel settore, soprattutto presso molti farmacisti e medici titolati che continuano a diffondere notizie non vere. Talora, può sorgere il sospetto di una “complicità” con le ditte brand.

Chi è interessato alla lettura dell’intera guida dedicata ai “medicinali equivalenti”, può visionarla e scaricarla dal sito web dell’AIFA
http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/medicinali_equivalenti-qualita_sicurezza_efficacia.pdf


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