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NOVITA' IN TEMA DI CONTRACEZIONE DI "EMERGENZA"


Nell’ambito della contraccezione e della pianificazione familiare sono stati compiuti enormi progressi, essenzialmente riconducibili all’utilizzo diffuso e consapevole dei vari sistemi anticoncezionali: dalla pillola, sempre più sicura e maneggevole, all’uso corretto del preservativo, ai dispositivi intrauterini (IUD, Intra Uterine Device) .

Tuttavia, nonostante l’ampia disponibilità di presidi, non mancano momenti in cui la coppia si trova nella necessità di ricorrere alla contraccezione di emergenza o a causa di errori involontari (dimenticanze nell’assunzione delle pillole contraccettive, rottura o non corretto uso del preservativo) o perché, non ricorrendo ai classici sistemi anticoncezionali, la coppia ha avuto un rapporto non protetto in giorni a rischio ( nella fase ovulatoria che si pone circa a metà di un ciclo regolare di 28 giorni).

Recentemente ai principali sistemi disponibili già descritti in un articolo di minforma del 9-04-2010 “la pillola del giorno dopo (contraccezione di emergenza)” è disponibile in commercio una nuova pillola per la contraccezione di emergenza, Ulipristal acetato, chiamata pillola dei 5 giorni dopo.

Pillola del giorno dopo
Il farmaco, con nomi commerciali “ Levonelle Angelini” e “Norlevo Schering” (11,20 Euro), approvato dal Ministero della Sanità nel 2000, è vendibile solo con prescrizione medica. E’ a base di un ormone progestinico, il levonorgestrel, sostanza che blocca l'ovulazione e che, pertanto, tecnicamente parlando, non provoca l'interruzione di una gravidanza, anche se su questo aspetto le posizioni degli esperti divergono: secondo alcuni, infatti, il progestinico, modificando la struttura dell’endometrio, di fatto interferirebbe con l’annidamento di un uovo già fecondato.

La pillola deve essere assunta entro 72 ore dal rapporto a rischio, con efficacia massima se assunta entro 24 ore.

Anche in caso di assunzione tempestiva, rimane tuttavia un modesto rischio di gravidanza che si attesta attorno al 3% . Il fallimento è dovuto al fatto che, in caso di un rapporto non protetto molto vicino all’evento ovulatorio, il farmaco non riesce né a bloccare né a ritardare l’ovulazione.

Inserimento dello IUD
Lo IUD è un piccolo supporto in plastica avvolto da un filo di rame (da cui il nome comune di "spirale") che viene inserito nell'utero tramite una piccola cannula flessibile, preferibilmente durante il ciclo mestruale come strumento di contraccezione. L’applicazione deve essere eseguita da un medico esperto.

Gli ioni di rame rilasciati dallo IUD bloccano i movimenti e la sopravvivenza degli spermatozoi nell'utero, impedendo loro di raggiungere l'ovulo e di fecondarlo. La spirale provoca anche una leggera reazione infiammatoria che modifica il rivestimento interno dell'utero (endometrio) impedendo in tal modo l’annidamento dell’ovulo fecondato. Questa duplice azione, che si verifica precocemente dopo l’inserimento, rende il sistema immediatamente efficace. L’inserimento dello IUD è il sistema più efficace tra quelli in uso per la contraccezione di emergenza e la sua efficacia, se applicato entro 4-5 giorni dal rapporto a rischio, è stimata attorno al 99%.

All’indubbio vantaggio rappresentato dall’elevatissima efficacia contraccettiva, che lo rende un sistema valido e permanente per il futuro, si affiancano alcuni svantaggi rappresentati dagli alti costi relativi sia all’acquisto dello IUD ( circa 55 euro) sia alla sua applicazione, dalla necessità di un medico esperto, dal disagio della applicazione, dalla non accettabilità etica per alcuni.

La pillola dei 5 giorni dopo
Questo nuovo preparato, con nome commerciale “EllaOneb”, HRA Pharma Italia, a base di Ulipristal acetato, è disponibile dall’ aprile del 2012 tra i farmaci in fascia C, al costo di 34,89 euro. Il farmaco richiede una ricetta medica non ripetibile.
Come sottolineato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, la pillola dei 5 giorni dopo non ha effetti abortivi ma contraccettivi. Infatti, il meccanismo d'azione dell’ Ulipristal acetato è ritardare o, addirittura, inibire in maniera selettiva l'ovulazione e, quindi, la fecondazione. Per questo motivo, in Italia (ma non in altri paesi europei) il medico, prima della prescrizione, deve verificare l'assenza di una gravidanza in atto attraverso un test del dosaggio delle beta-Hcg, effettuabile o con un esame ematico o con uno stick (reperibile in farmacia) sulle urine.

Il farmaco ha maggiore efficacia e tollerabilità rispetto alle più vecchie preparazioni a base di Levonorgestrel. Se ne stima infatti un’efficacia, se correttamente assunto, superiore al 98%: assunto entro le prime 24 ore dal rapporto è tre volte più efficace del Levonorgestrel, due volte di più nelle prime 72 ore, mantenendosi efficace fino a cinque giorni dopo il rapporto a rischio.

La nuova pillola, in dose unica, va dunque assunta il prima possibile e non oltre le 120 ore dal rapporto non protetto. E’ indicata anche in associazione con un metodo contraccettivo che non sia stato utilizzato adeguatamente (ad esempio, se la donna ha dimenticato di assumere 2 o più pillole anticoncezionali, se si è determinato un distacco del cerotto, se si è verificata la rottura del preservativo). E’ sicuramente indicata in caso di violenza sessuale.
Gli effetti collaterali più comunemente riferiti, quali cefalea, nausea, dolori addominali e capogiri, del tutto simili a quelli descritti con il Levonorgestrel, sono di lieve entità e, solitamente, ben tollerati.
E’ opportuno sottolineare che la pillola non può sostituire in alcun modo un metodo contraccettivo di routine.



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