F.A.Q.

MENOPAUSA:

Cos'è la menopausa?
Quando sopraggiunge la menopausa?
Quali sono i sintomi della menopausa?
Cosa sono le vampate di calore?
Le palpitazioni sono pericolose?
Calo del desiderio sessuale?
Quali sono i disturbi psicologici più frequenti in menopausa?
Con la menopausa si ha aumento di peso?
Cos'è l'atrofia vaginale?
Quanto tempo dura la menopausa?
In menopausa possono ritornare le mestruazioni?
Cicli irregolari che si manifestano dopo i 40 anni possono significare l’ inizio della menopausa?
Si può rimanere incinta in menopausa?
Menopausa e invecchiamento cutaneo?
Menopausa e incontinenza?
La menopausa può rendere le ossa più fragili?
Vi sono rischi per cuore e vasi sanguigni?
La menopausa porta necessariamente disturbi?
L'isterectomia porta inevitabilmente alla menopausa?
Quali sono le terapie disponibili per contrastare gli effetti della menopausa?
Cos'è la terapia ormonale sostitutiva (TOS)?
La TOS è pericolosa?
La TOS porta dei benefici?
In quali casi la terapia ormonale sostitutiva è da evitare?
In che cosa consiste il cerotto cutaneo?
In cosa consiste il gel cutaneo?
In che cosa consistono le terapie non ormonali?
Terapie alternative?
Cosa sono i fitoestrogeni?
Cure e rimedi per l’atrofia vaginale?
Secchezza vaginale



Cos'è la menopausa?

Con menopausa si intende comunemente la mancanza di mestruazioni da almeno 12 mesi consecutivi.
Il fenomeno, che corrisponde alla cessazione da parte delle ovaie di produrre estrogeni, è complesso: oltre a provocare modificazioni nel fisico, spesso coinvolge in maniera significativa la sfera emotiva.

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Quando sopraggiunge la menopausa?

La menopausa spesso coincide temporalmente con l’interruzione dell’attività mestruale che, tra i 48 e i 55 anni, si verifica in modo naturale in tutte le donne, allorché le ovaie cessano di produrre ormoni.
Alcune donne entrano in menopausa prima dei 40 anni (menopausa precoce) ed altre dopo i 55: la maggior parte delle donne entra in menopausa intorno ai 50 anni.

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Quali sono i sintomi della menopausa?

I sintomi generali più comuni sono le vampate di calore, la sudorazione notturna, le palpitazioni, gli sbalzi di umore (ansia, irritabilità, depressione), scarsa concentrazione, cefalea, dolori ossei, calo del desiderio sessuale. aumento ponderale. A questi possono associarsi sintomi locali quali secchezza vaginale, difficoltà nei rapporti sessuali, incontinenza urinaria, prolasso vaginale.

Responsabili di tutte queste modificazioni fisiche e psichiche sono il calo e la fluttuazione dei livelli degli estrogeni.

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Cosa sono le vampate di calore?

Le vampate di calore costituiscono il disturbo più classico della menopausa: colpiscono circa l'80% delle donne; la durata è variabile (in media un paio d'anni); nel 25% dei casi possono persistere per più di 5 anni.
Si manifestano con una sensazione di calore intenso che percorre tutto il corpo, della durata di 30 secondi-2 minuti, accompagnate da sudorazione profusa che lascia una sensazione di spossatezza. Sono   localizzate prevalentemente su volto, collo, regione dello sterno, con una frequenza anche di 15-20 volte al giorno.
Le vampate possono comparire anche di notte, disturbando il  sonno e provocando talora insonnia.
Le vampate di calore e le sudorazioni notturne possono precedere, quindi segnalandone l’imminenza, la menopausa.
Le cause delle vampate di calore non sono note. Si pensa ad un disturbo nella termoregolazione a livello ipotalamico (regione del cervello che regola la temperatura del corpo) dovuto al calo di estrogeni. Tuttavia, non sono ben comprese le modalità con cui i livelli di ormoni influenzano la termoregolazione.

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Le palpitazioni sono pericolose?

Le palpitazioni sono espressione di aumento temporaneo della frequenza dei battiti cardiaci. Si manifestano con una con la percezione di un battito cardiaco troppo forte, troppo veloce o irregolare, accompagnato da una sensazione cuore in gola.
Si presentano soprattutto di notte. Sebbene il disturbo sia fastidioso e crei forte apprensione, le palpitazioni non sono pericolose.
Sono infatti legate anch’esse alle fluttuazioni ormonali che interferiscono con il complesso sistema neurovegetativo. .

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Calo del desiderio sessuale?

Sebbene la mancanza degli estrogeni in menopausa sia causa diretta di alcuni disturbi durante il rapporto sessuale (ad esempio, il fastidio legato alla secchezza della mucosa vaginale), la menopausa non coincide con lo spegnersi della sessualità femminile.
Il calo del desiderio è già spesso presente prima dell’inizio della menopausa e le cause sono legate, oltre che, ovviamente, ai fattori psicologici tipici di ogni crisi di passaggio, a esperienze soggettive, alla vita di coppia, alla parità, a modelli sociali e culturali.

In molte donne, la fine della fertilità non spegne il desiderio, anzi, l’erotismo viene vissuto in maniera più libera e soddisfacente.

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Quali sono i disturbi psicologici più frequenti in menopausa?

I disturbi psicologici più frequenti in menopausa sono: ansia, irritabilità, modificazione dell'umore, insonnia.
Di fronte a questi problemi, è bene ricostruire con attenzione la storia della paziente, perché, anche se è vero che questi sintomi si manifestano con la mancanza degli estrogeni, è anche dimostrato che la menopausa di per sé non causa depressione.
Eventuali disturbi affettivi possono essere motivati da stress familiare, lavorativo o ambientale, più frequenti in questa fascia d'età.

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Con la menopausa si ha aumento di peso?

Le modifiche ormonali che si verificano durante la menopausa rendono le donne più soggette a ingrassare.
I livelli ridotti di estrogeni possono comportare un rallentamento del metabolismo, le calorie vengono bruciate più lentamente con perdita della massa muscolare ed accumulo di grasso, soprattutto sul girovita anziché sui fianchi e sulle cosce come accade nel periodo fertile.
Le modifiche ormonali, tuttavia, non portano necessariamente a ingrassare.

Studi recenti hanno dimostrato che l'aumento di peso in menopausa non è tanto determinato da squilibri ormonali, quanto da un mutato stile di vita, più sedentario e meno attivo. Pertanto, una corretta alimentazione e un’attività fisica moderata e costante sono i migliori presidi per tenere sotto controllo il peso.

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Cos'è l'atrofia vaginale?

L’invecchiamento fisiologico e la carenza di estrogeni provocano a livello vaginale e vulvare una diminuzione della vascolarizzazione, con riduzione delle fibre elastiche e del collagene e assottigliamento della mucosa.
Da ciò consegue perdita di elasticità e di compattezza del tessuto, unitamente ad atrofia e fragilità delle mucose.
La perdita di turgore e di idratazione del tessuto induce una diminuita lubrificazione che provoca secchezza vaginale con prurito e bruciore vulvare, dolore e talora sanguinamento durante il rapporto sessuale, sensazione di pesantezza dopo il rapporto, talora accompagnata da episodi di cistite. Il rilassamento dei tessuti favorisce il formarsi del prolasso del retto e della vescica e della incontinenza orinaria.

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Quanto tempo dura la menopausa?

Vi è una variabilità interindividuale. Alcune donne possono sperimentare i sintomi della menopausa per un paio d'anni, altre possono vivere esperienze più lunghe, anche fino a 10 anni.

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In menopausa possono ritornare le mestruazioni?

Col cessare delle funzioni sessuali cessa ogni accrescimento dei follicoli e, quelli ancora presenti, vanno in atrofia.
Dopo tre o quattro anni dall’inizio della menopausa, non si trovano più follicoli e il parenchima ovarico è completamente sostituito dal tessuto connettivo; tutto l'organo si riduce di volume e acquista un colorito biancastro.
In alcuni casi, però, alcuni follicoli permangono e, sotto lo stimolo degli ormoni ipofisari, possono giungere a maturazione con successiva ovulazione e formazione del corpo luteo con conseguente occasionale mestruazione. In molti di questi casi si ha una vera e propria sindrome premestruale.

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Cicli irregolari che si manifestano dopo i 40 anni possono significare l’ inizio della menopausa?

I cicli irregolari non indicano necessariamente l’inizio della menopausa. Tuttavia, se l’età è conforme, potrebbero esserne un segnale. In caso di irregolarità del ciclo, è opportuno consultare il medico per stabilirne la causa.

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Si può rimanere incinta in menopausa?

Nelle fasi iniziali della menopausa, la cessazione delle mestruazioni può non essere definitiva. Si possono avere brevi periodi in cui l’ovaio riprende a produrre ormoni e, talora, a ovulare, con conseguente ritorno dei cicli mestruali.
In queste fasi cosiddette attive la donna può tornare fertile, anche se le probabilità di gravidanza sono molto limitate in quanto la maggior parte delle uova prodotte sono ormai prive del patrimonio genetico e l’endometrio non è più adatto ad accogliere l’uovo.

Si suggerisce, pertanto, di usare i contraccettivi finché le mestruazioni non scompaiano per un periodo di 12 mesi consecutivi, tempo ritenuto sufficiente per definire la perdita del ciclo, indicativa dello stato menopausale.

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Menopausa e invecchiamento cutaneo?

L’invecchiamento della pelle è legato a diversi fattori, i più importanti dei quali sono senz’altro l’età e l’esposizione al sole.
La pelle con l’età si modifica in ogni suo strato perché perde parte del suo principale elemento costitutivo: il collagene, proteina che conferisce spessore ed elasticità alla cute. La riduzione comincia dopo i 40 anni, ma è proprio con la menopausa che la perdita si fa più significativa in quanto la pelle è un organo ricco di recettori per gli estrogeni.

La conseguenza più evidente è una pelle sottile e secca con accentuazione delle rughe del viso e rilasciamento dei tessuti, soprattutto a livello di palpebre, guance, sottomento e seno.

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Menopausa e incontinenza?

La diminuzione degli estrogeni durante la menopausa favorisce il rilasciamento dei tessuti di sostegno anche nell’utero e nella vescica. Ne consegue un abbassamento di questi organi, chiamato prolasso, con conseguente difetto nei meccanismi di contenimento dell’urina che, in molti casi, diventa quantitativamente importante e porta all'incontinenza urinaria.

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La menopausa può rendere le ossa più fragili

L'osteoporosi è una malattia caratterizzata da un basso contenuto di calcio nelle ossa a causa della progressiva perdita di tessuto osseo, con conseguente fragilità dello scheletro e predisposizione alle fratture.
Nel suo insieme è un fenomeno naturale nella misura in cui rappresenta uno degli aspetti dell'invecchiamento del corpo. Gli estrogeni intervengono nella regolazione della quantità di calcio presente nell'osso: venendo meno la loro azione, il calcio nell'osso si riduce, lasciando una struttura porosa e fragile.
Questa condizione può essere più o meno rilevante in funzione dei fattori di rischio correlati soprattutto allo stile di vita, all’alimentazione e all’ereditarietà. Le principali misure di prevenzione sono rappresentate da una alimentazione ricca di calcio, dall'esercizio fisico all’aria aperta, dal controllo ponderale e dall'abolizione di fumo ed alcool.

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Vi sono rischi per cuore e vasi sanguigni

Prima della menopausa, le donne sono meno soggette degli uomini al rischio di malattia cardiovascolare, ma con la menopausa il rischio aumenta in quanto viene meno l’effetto protettivo degli estrogeni sui vasi contro l’aterosclerosi (ispessimento delle arterie). La caduta di concentrazione di estrogeni circolanti sembra inoltre svolgere un ruolo importante anche nell’aumento dei valori pressori.

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La menopausa porta necessariamente disturbi?

In alcuni casi, le ovaie, il surrene, il tessuto adiposo possono continuare a produrre piccole quantità di estrogeni, evitando così la comparsa di sintomi neurovegetativi tipici della menopausa.

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L'isterectomia porta inevitabilmente alla menopausa?

No.
Se, in seguito ad isterectomia, non sono state rimosse, le ovaie continueranno infatti a produrre regolarmente gli ormoni fino all’invecchiamento naturale.

Quali abitudini di vita sono consigliabili in menopausa?

  • Fare una attività fisica regolare
  • Aumentare l’esposizione solare per favorire la sintesi di vitamina D
  • Non fumare
  • Mantenere sotto controllo il peso
  • Mangiare sano

Alcuni consigli dietetici:

  • Consumare alimenti ricchi in calcio e vitamina D, per prevenire l’osteoporosi
  • Introdurre adeguate quantità di frutta e verdura
  • Ridurre il consumo di grassi, in particolare quelli di origine animale
  • Ridurre il consumo di zuccheri semplici preferendo carboidrati complessi
  • Preferire le proteine vegetali a quelle animali
  • Moderare l’uso delle bevande alcoliche
  • Cucinare i cibi in modo semplice: ai ferri, alla griglia, al vapore, lessati, al forno.
  • Scegliere i prodotti in base alla stagione, variando spesso la qualità dei cibi.

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Quali sono le terapie disponibili per contrastare gli effetti della menopausa?

  • terapia ormonale sostitutiva generale

  • terapie non ormonali:
    • gel riequilibranti vaginali non ormonali
    • fitoestrogeni
    • integratori di calcio e vitamina D
    • sedativi.

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Cos'è la terapia ormonale sostitutiva (TOS)?

La terapia ormonale sostitutiva (TOS) consiste nella somministrazione di ormoni femminili sottoforma di cerotti, gel cutanei, spray nasali o compresse, che liberano estrogeni simili a quelli che le ovaie producevano quando erano funzionanti.
La terapia ormonale sostitutiva è di gran lunga la più efficace nel combattere i disturbi legati alla menopausa.

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La TOS è pericolosa?

L'argomento dei rischi e benefici associati a queste cure è ancora oggetto d'accese discussioni negli ambienti scientifici e nella pratica medica d'ogni giorno.

Alcuni studi recenti hanno enfatizzato, nel caso di terapie superiori a 5 anni:

  • un aumento di rischio di tumori al seno (quantizzabile in 8 casi su 10000 donne)
  • un aumento di trombosi venose e di embolie polmonari, soprattutto nelle donne in sovrappeso e con familiarità (quantizzabile in 12 casi su 10000).

E' però opportuno precisare che i risultati non tengono conto delle formulazioni delle terapie: diversità nella tipologia di ormoni, nei dosaggi, nelle vie di somministrazione potrebbero comportare conseguenze differenti. Inoltre, il rischio sembra azzerarsi in donne isterectomizzate e sottoposte a terapia con soli estrogeni.

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La TOS porta dei benefici?

La terapia ormonale è efficace nel:

  • controllare il turnover metabolico dell’osso
  • prevenire la perdita di massa ossea correlata alla menopausa, riducendo l’incidenza di tutte le fratture osteoporotiche, incluse le fratture vertebrali e femorali.

È indicata nel:

  • prevenire l’osteoporosi nelle pazienti con menopausa precoce e nelle donne in postmenopausa tra i 50 e i 60 anni, con rischio di frattura
  • ridurre il rischio di diabete
  • ridurre il rischio di malattia coronarica, la mortalità cardiaca e la mortalità totale, se iniziata in donne con sintomatologia climaterica, altrimenti sane, senza malattie cardiovascolari, al di sotto dei 60 anni o entro i 10 anni dall’inizio della menopausa.

Ha effetti positivi su:

  • altri fattori di rischio per malattia cardiovascolare, come il profilo lipidico, la pressione arteriosa, la distribuzione del grasso corporeo e la sindrome metabolica
  • cute, tessuto connettivo, cartilagini articolari e dischi intervertebrali.
Riduce il rischio di cancro del colon retto, con una riduzione di circa 6 eventi su 10.000 donne/anno. .

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In quali casi la terapia ormonale sostitutiva è da evitare?

Quando esistono controindicazioni mediche, ad esempio:

  • sanguinamento vaginale da cause non determinate
  • malattie del fegato
  • cancro del seno
  • alterazioni della coagulazione del sangue
  • ipertensione grave.

Dagli ultimi studi è emerso che è meglio non protrarre la terapia ormonale sostitutiva per più di cinque anni, e ciò proprio al fine di impedire la comparsa di effetti negativi secondari.

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In che cosa consiste il cerotto cutaneo?

E' una piccola medicazione rotonda, trasparente, contenente estrogeni, che si applica sulla cute dei glutei, da sostituirsi regolarmente una o due volte alla settimana.
In alcuni casi al cerotto devono essere associate compresse di progesterone per almeno una decina di giorni al mese. Ciò non è necessario in mancanza dell'utero.
Il grosso vantaggio del cerotto rispetto alle compresse è data dal fatto che l'ormone evita l'apparato digerente e il fegato, essendo assorbito direttamente dalla pelle.

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In cosa consiste il gel cutaneo?

E’ una composizione gelatinosa contenente estrogeni che si applica sulla cute delle cosce o delle braccia una volta al giorno. Evita, come il cerotto, l’apparato digerente ed il fegato.
Il vantaggio del gel è dato dal fatto che può essere dosato dalla donna stessa a seconda della risposta sintomatologica alla terapia. Anche per il gel devono essere associate compresse di progesterone.

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In che cosa consistono le terapie non ormonali?

Sono farmaci sintomatici che vengono prescritti alle donne per le quali è controindicata la terapia ormonale.
Esistono farmaci in grado di alleviare le vampate di calore, farmaci che contrastano la graduale rarefazione dell'osso e farmaci che facilitano i rapporti sessuali senza dolore.

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Terapie alternative?

Molte sono le terapie alternative ai disturbi della menopausa: rimedi naturali, quali
Cimicifuga, Salvia officinalis; alcuni minerali come il Manganese, il Magnesio, il Cobalto e il Litio, l'Olio di Oenothera; alcune vitamine come le Vitamine del gruppo B; i fitoestrogeni.

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Cosa sono i fitoestrogeni?

I fitoestrogeni sono composti, presenti in numerose piante, caratterizzati da un'azione simile a quella degli estrogeni, anche se molto meno potente.

La soia e il trifoglio rosso sono particolarmente ricchi di fitoestrogeni che, seppure in quantità minori, sono presenti anche in altri legumi come i piselli; in molti cereali, come segale, orzo, riso, grano saraceno, avena; in diverse verdure come carota, patata, finocchio, pomodoro, aglio e cipolla; in molta frutta come mela, ciliegia, mora, lampone, mirtillo, uva, arancia e limone.

Rappresentano una buona alternativa alla terapia ormonale per quelle donne che non vogliono o non possono far uso di ormoni, ma la loro assunzione deve essere prolungata nel tempo per ottenere dei benefici obiettivi.

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Cure e rimedi per l’atrofia vaginale?

Trattamenti locali con creme a base di estrogeni

Per chi non ricorre alla TOS, che risolve gran parte dei disturbi legati all’atrofia, sono disponibili terapie locali consistenti in creme contenenti estrogeni a basso dosaggio o derivati la cui somministrazione intravaginale non influenza i livelli estrogenici circolanti, né quelli delle gonadotropine ipofisarie. Questi prodotti assicurano un miglioramento dei sintomi, e sono privi di effetti sistemici.

Trattamenti locali con prodotti non ormonali
In alternativa, il trattamento dell’atrofia vaginale può prevedere l’uso di terapie non ormonali quali lubrificanti (a base di acqua, olio, silicone, acido ialuronico) o idratanti (polimeri bioadesivi a base di policarbofil) o stimolanti il trofismo vaginale (vitamina A, E, colostro).

Trattamento LASER
L’uso del LASER con particolari lunghezze d’onda e potenza porta sulle pareti vaginali un aumento controllato e modesto della temperatura stimolando vasodilazione e aumento del trofismo vaginale, senza causare gli effetti caustici e necrotizzanti sui tessuti.
Ciò determina come conseguenza riattivazione dei fibroblasti, produzione di nuovo collagene e di fibre elastiche con deciso miglioramento dei sintomi. Il trattamento, effettuato introducendo in vagina un manipolo che emette una luce LASER, dura pochi minuti ed è molto ben accettato dalla donna, essendo praticamente indolore. La metodica LASER rappresenta una nuova possibilità terapeutica di grande interesse per il trattamento della atrofia e dell’incontinenza urinaria.

Trattamenti generali per via orale
E’ disponibile in Italia, per il trattamento dell’atrofia vaginale, un nuovo farmaco non estrogenico da assumere per bocca: l’ospemifene.
La peculiarità del farmaco è quella di stimolare solo i recettori estrogenici presenti nel tessuto vaginale, migliorando sensibilmente il trofismo della parte; non agisce invece sui recettori estrogenici di altri organi, quali l’utero e la mammella, dove la stimolazione di tali ormoni può essere potenzialmente dannosa.

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Cure e rimedi per l’atrofia vaginale.

Trattamenti locali con creme a base di estrogeni

Per chi non ricorre alla TOS, che risolve gran parte dei disturbi legati all’atrofia, sono disponibili terapie locali consistenti in creme contenenti estrogeni a basso dosaggio o derivati la cui somministrazione intravaginale non influenza i livelli estrogenici circolanti, né quelli delle gonadotropine ipofisarie. Questi prodotti assicurano un miglioramento dei sintomi, e sono privi di effetti sistemici.

Trattamenti locali con prodotti non ormonali
In alternativa, il trattamento dell’atrofia vaginale può prevedere l’uso di terapie non ormonali quali lubrificanti (a base di acqua, olio, silicone, acido ialuronico) o idratanti (polimeri bioadesivi a base di policarbofil) o stimolanti il trofismo vaginale (vitamina A, E, colostro).

Trattamento LASER
L’uso del LASER con particolari lunghezze d’onda e potenza porta sulle pareti vaginali un aumento controllato e modesto della temperatura stimolando vasodilazione e aumento del trofismo vaginale, senza causare gli effetti caustici e necrotizzanti sui tessuti.
Ciò determina come conseguenza riattivazione dei fibroblasti, produzione di nuovo collagene e di fibre elastiche con deciso miglioramento dei sintomi. Il trattamento, effettuato introducendo in vagina un manipolo che emette una luce LASER, dura pochi minuti ed è molto ben accettato dalla donna, essendo praticamente indolore. La metodica LASER rappresenta una nuova possibilità terapeutica di grande interesse per il trattamento della atrofia e dell’incontinenza urinaria.

Trattamenti generali per via orale
E’ disponibile in Italia, per il trattamento dell’atrofia vaginale, un nuovo farmaco non estrogenico da assumere per bocca: l’ospemifene.
La peculiarità del farmaco è quella di stimolare solo i recettori estrogenici presenti nel tessuto vaginale, migliorando sensibilmente il trofismo della parte; non agisce invece sui recettori estrogenici di altri organi, quali l’utero e la mammella, dove la stimolazione di tali ormoni può essere potenzialmente dannosa.

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Secchezza vaginale.

(D) In seguito a bruciori interni ed esterni e dolore al basso ventre mi è stato prescritto il meclon ma il problema inerente il bruciore non passa. Aflovag crema lenisce tutto ciò.
Le chiedo se aflovag è indicata per questo o se è inutile utilizzarla. Inoltre vorrei sapere se la secchezza può provocare i suddetti sintomi.

(R)Proverei ad fare un esame colturale del secreto vaginale, alla sua età la secchezza e sopratutto il bruciore possono essere espressione di un fatto infiammatorio da trattare in maniera adeguata se viene rilevata la presenza di microorganismi patogeni

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