CUBO DI ARABIN

Che cos'è?

“Il pessario a cubo di Arabin è un dispositivo protesico che va inserito all’interno della vagina allo scopo di supportare gli organi interni, vescica utero e retto, che non sono più in sede ma si sono spostati in basso causando il prolasso.

Con il prolasso compare in vagina una piccola porzione di utero che arriva all’apertura vaginale e, nei casi più gravi, fuoriesce del tutto dalla vagina determinando ulcere, sanguinamenti e ingombro fisico.

I sintomi del prolasso uterino sono: incontinenza orinaria, sensazione di pesantezza addominale, dolori addominali, stitichezza.

Le cause di prolasso sono molteplici, quasi tutte legate al numero dei parti e alle loro modalità di svolgimento. Possono tuttavia essere responsabili anche sforzi fisici e obesità, età e menopausa a causa della perdita di elasticità del pavimento pelvico; la perdita di elasticità talora favorisce in maniera determinante il processo di discesa.

Il pessario può essere lo strumento adatto per risolvere il problema del prolasso, a meno che l’utero non sia fuoriuscito completamente dalla vagina senza possibilità di riduzione o il canale vaginale non trattenga più il dispositivo di contenimento. In questi casi si rende necessario l’intervento chirurgico.

Esistono diversi tipi di pessario, diversi per forma e dimensione. I più recenti sono in silicone, materiale che consente migliore conservazione, migliore tenuta ed igienicità rispetto ai precedenti in gomma. Il ginecologo, prima di applicarlo, valuta la misura più adeguata del pessario che, successivamente, potrà essere tolto e reinserito dalla donna in autonomia.

I pessari tradizionali hanno forma di anello. Recentemente, invece, sempre più frequentemente vengono utilizzati i pessari a forma di cubo.

Tale forma, rispettando l’anatomia, si adatta molte meglio dell’anello alle pareti vaginali evitando in tal modo i decubiti.  Le concavità delle superfici laterali, combinate con l’azione degli spigoli, crea una leggera azione di depressione con un effetto ventosa che ne permette l'adesione ottimale alle pareti della cavità vaginale e consente buoni risultati anche in caso di prolassi accentuati e di scarsa stabilità del pavimento pelvico. Il dispositivo è dotato di un laccio che ne consente la localizzazione e ne favorisce il recupero rendendo l’operazione molto più facile rispetto all’anello.

Il dispositivo può essere rimosso, igienizzato e reinserito dopo una pausa notturna un paio di volte.

Non interferisce con i rapporti sessuali.