Menopausa: sintomi e disturbi correlati

Aggiornato il: mar 25

Con il termine menopausa si designa la cessazione del ciclo mestruale per esaurimento della funzione follicolare ovarica.


Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la menopausa (spontanea) è diagnosticata retrospettivamente dopo 12 mesi consecutivi di amenorrea per la quale non si evidenzi una diversa causa fisiologica o patologica.

Quando e come inizia la menopausa?

Il periodo della menopausa coincide con la fine del ciclo mestruale e la cessazione della funzione riproduttiva della donna. Il momento che precede questa fase è chiamato “climaterio”, un quadro clinico e ormonale caratterizzato da una serie di progressive modificazioni che iniziano negli ultimi anni del periodo riproduttivo (premenopausa) e continuano dopo il periodo della menopausa vera e propria (postmenopausa). L’intero processo, talora dai contorni sfumati, può durare parecchi anni.

L’età di insorgenza della menopausa va dai 45 ai 55 anni, con età media di circa 51. In un 10% dei casi si manifesta tra i 40 e i 45 anni. Se si manifesta prima dei 40 anni (1%) si parla di menopausa precoce; se dopo i 55 anni, si parla di menopausa tardiva.

I fattori che influenzano l’età d’insorgenza della menopausa sono di vario tipo: genetici, riproduttivi, etnici e di stile di vita (il fumo di sigaretta, ad esempio, tende ad anticiparla di 1,5-2 anni).

Sintomi della menopausa: come si manifesta

I disturbi in menopausa sono di natura sia neurovegetativa che psicoaffettiva. Tra i primi, il sintomo di gran lunga più frequente è rappresentato dalle vampate di calore (oltre il 70% dei casi), accompagnate da palpitazioni improvvise, tachicardia e profuse sudorazioni che lasciano un senso di spossatezza e prostrazione.

Le vampate, da poche e saltuarie a numerose nell’arco della giornata, s’intensificano e diventano particolarmente fastidiose nelle ore notturne provocando insonnia.

I disturbi di natura psicoaffettiva sono irritabilità, umore instabile, affaticamento, ansia, demotivazione, concentrazione e memoria ridotte, diminuzione del desiderio sessuale.

Secchezza, atrofia vaginale e disturbi genito-urinari (incontinenza e cistiti ricorrenti) compaiono più tardi.

In alcuni casi, la sintomatologia si manifesta prima della cessazione delle mestruazioni; talora è sfumata o manca del tutto, perché l’organismo, proprio attraverso le ovaie o le ghiandole surrenali o il tessuto adiposo, producono quantità di estrogeni piccole ma sufficienti ad impedire il manifestarsi dei disturbi.

Diagnosi di menopausa

Allo stato attuale, nessun test per la valutazione della funzione ovarica è in grado di predire e diagnosticare, da solo, la condizione di menopausa. La storia clinica, le caratteristiche del ciclo mestruale e la sintomatologia sono sufficienti a confermarla.

Esami da fare in menopausa

L’FSH e l’estriolo sono, tra gli esami di laboratorio, quelli più significativi per valutare uno stato menopausale. L’FSH è un ormone ipofisario responsabile della produzione degli estrogeni nell’ovaio. Un valore alto di FSH segnala il tentativo di far aumentare la produzione dell’ormone da parte dell’ovaio.

Il valore di FSH è però estremamente fluttuante in peri-menopausa: può elevarsi ai range menopausali, ma può tornare a valori bassi anche in pochi giorni e mantenersi basso per settimane o mesi. Pertanto, una singola misurazione in questo periodo non può essere utilizzata per diagnosi di menopausa.

L’Estradiolo, che misura la quantità di estrogeni circolanti nel sangue, è conseguentemente basso nel periodo perimenopausale, ma anche in questo caso i suoi livelli sono irregolari nel periodo di transizione. Proprio la sua ampia variabilità è responsabile di una sintomatologia altalenante.

Fertilità e menopausa

Dopo i 40 anni, la capacità riproduttiva tende a ridursi, non solo perché diminuisce il numero dei follicoli, la cosiddetta riserva ovarica, ma anche a causa della qualità degli ovociti contenuti nei follicoli, molti dei quali, con l’età, perdono il corredo cromosomico.

Durante questo processo di invecchiamento, negli anni che precedono la menopausa possono presentarsi cicli regolari ma non fecondi, sebbene, ma raramente, si registrino casi di gravidanza.

Sessualità in menopausa: cosa succede?

Le aree cerebrali coinvolte nell’attivazione del desiderio risentono in maniera negativa dei minori livelli ormonali che si verificano in menopausa con conseguente calo del desiderio sessuale. La sessualità umana è però regolata anche da un insieme di altri fattori, fisici, psicologici, relazionali, socio-culturali, che contribuiscono in maniera talora significativa ad accentuare il fenomeno.

I minori livelli di estrogeni riducono l’afflusso di sangue alla vulva e alla vagina, per cui i tessuti si assottigliano, si fanno meno elastici e, dunque, più vulnerabili al trauma durante il rapporto sessuale. Le zone erogene, quali clitoride e piccole labbra, sono meno sensibili agli stimoli; la ridotta lubrificazione, assieme a una minore elasticità, può rendere difficile e doloroso il rapporto sessuale, tanto da spingere la donna a evitare l’approccio con il partner.

Da un punto di vista psicologico, i livelli ormonali altalenanti, accompagnati dai disturbi sopra ricordati (vampate di calore, depressione, ansia, insonnia e affaticamento) possono determinare ripercussioni anche sulla sfera emotiva con conseguente calo della libido.

Cosa può provocare l’abbassamento degli estrogeni in menopausa?

Le conseguenze più importanti del calo degli estrogeni sono:

  • aumento del rischio cardiovascolare (infarto cardiaco, ictus cerebrale, ipertensione);

  • patologie osteoarticolari, in particolare aumento dell’incidenza dell’osteoporosi.

  • unitamente all’età, un rallentamento del metabolismo in generale con conseguente aumento del peso corporeo e redistribuzione del grasso soprattutto su glutei e fianchi.

Che fare per vivere al meglio il periodo della menopausa

La menopausa non è una malattia, ma un momento fisiologico della vita della donna che coincide con il termine della sua fertilità. I disturbi non sempre si presentano in maniera conclamata; nel loro complesso, in più di un terzo dei casi sono lievi o, addirittura, assenti, non necessitando di alcuna terapia ma solo di un sano stile di vita.

Quando i sintomi sono fastidiosi e talora invalidanti, sono disponibili cure e rimedi in grado di garantire una buona qualità di vita.


Terapia ormonale sostitutiva (TOS)

Con terapia ormonale sostitutiva, in menopausa, si intende l'assunzione di estrogeni, non più prodotti in quantità sufficiente dall'ovaio. Gli effetti benefici della terapia sostituiva sono indubbi e superano di gran lunga i rischi. La TOS è indicata soprattutto per ridurre i sintomi vasomotori e urogenitali da carenza estrogenica, ma migliora decisamente anche l’instabilità emotiva, i disturbi del sonno, la riduzione della libido.

Accresce la sensazione generale di benessere, la capacità fisica ed intellettiva e l’interazione sociale; riduce, nelle donne che la utilizzano a lungo termine, i rischi di malattie importanti come la malattia cardiovascolare e l'osteoporosi; ha inoltre un effetto protettivo sui tumori del colon e dell’endometrio.

L'uso della terapia ormonale sostitutiva può aumentare, anche se in modo limitato, il rischio di tumore al seno, malattie della colecisti, demenza, trombosi venosa profonda e ictus.

Si tratta comunque di rischi modesti, soprattutto se alle terapie vengono affiancati sani stili di vita, alimentazione corretta, controllo del peso.

Il rischio emotivamente più temuto è la paura di ammalarsi di un tumore al seno e la possibile correlazione ha sempre frenato la diffusione della terapia sostituiva, almeno in Italia dove, attualmente, non più del cinque per cento delle donne in menopausa vi ricorre.

L’argomento è stato oggetto di controversie e, nonostante i molti studi, non si è pervenuti a risultati univoci.


Farmaci ed erbe medicinali per i disturbi vasomotori e dell’umore

Alcuni farmaci non ormonali, quali la paroxetina e il gabapentin (rispettivamente indicati per depressione e crisi epilettiche) si sono dimostrati efficaci, se somministrati in piccole dosi, nel controllare sintomi vaso-motori.

I fitoestrogeni sono una classe di composti vegetali con una debole azione estrogenica. Il più importante, dal punto di vista endocrino, è costituito dagli isoflavoni. Sono presenti nelle leguminose e nelle radici di liquirizia, ma soprattutto nella soia e nei prodotti che da essa derivano. Pur essendoci ancora controversie, gran parte degli studi epidemiologici, molti dei quali condotti su popolazioni asiatiche (in cui vi è il più alto consumo di soia), hanno evidenziato, oltre un effetto terapeutico nei disturbi della menopausa, anche un ruolo protettivo nei confronti del carcinoma mammario ormone-dipendente.

Tra le erbe medicinali tradizionalmente usate per il trattamento delle vampate si segnalano la Cimicifuga racemosa, il Glycine max, il Trifolium pratense.

La Cimicifuga racemosa ha dimostrato la maggiore efficacia nel trattamento dei disturbi vasomotori primari, nelle alterazioni del sonno e nella depressione. Si segnalano episodi di tossicità epatica e reazioni cutanee, per cui, nel caso di pazienti con storia di patologie epatiche, si consigliano con cautela e sotto controllo medico. Tuttavia, studi clinici e metanalisi anche recenti hanno escluso rischi di epatotossicità.


Stili di vita

Controllo del peso corporeo, attività fisica all’aria aperta, sana alimentazione con apporto di calcio e vitamina D, oltre ad essere di per sé portatori di benessere, costituiscono la base cui affiancare qualsiasi programma terapeutico.


Quando rivolgersi al ginecologo?

La menopausa, con la conseguente fine dell’età riproduttiva, rappresenta un momento particolarmente delicato nella vita di una donna. Pur essendo un processo fisiologico del tutto normale, la menopausa può diventare una condizione difficile da gestire in autonomia e può alterare in maniera importante la qualità di vita.

Anche in assenza di particolari condizioni, è importante sottoporsi con regolarità a una visita ginecologica per una corretta valutazione del medico e per prevenire e diagnosticare in anticipo molti disturbi legati all’apparato genitale femminile.

Con il servizio Visitami di Paginemediche, puoi prenotare una visita di controllo direttamente online. Se hai bisogno di avere più informazioni, puoi contattare direttamente il dr. Cesare Gentili e richiedere un appuntamento, anche in video visita, o un consulto via chat.




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