PAP TEST

Materiale strisciato su vetrino, successivamente colorato con il metodo Papanicolaou

Il Pap test è l’esame che, attraverso un microscopio, osserva le cellule prelevate dal collo dell’utero e segnala la presenza di eventuali alterazioni.
La procedura consiste nel prelevare una piccola quantità di muco vaginale con un bastoncino di legno o di plastica, chiamato spatola, o con un bruschino.

Il muco viene quindi strisciato su un vetrino (da cui deriva l’espressione “ striscio vaginale”) e, successivamente, trattato con coloranti che evidenziano le caratteristiche cellulari.

Il metodo diagnostico prende il nome dal medico greco-americano Georgios Papanicolaou che sviluppò questo test più di 70 anni fa. Da allora, la colorazione di Papanicolaou è rimasta pressoché invariata.

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Materiale strisciato su vetrino

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...e successivamente colorato

Colorazione rapida e diagnosi immediata

Negli ultimi decenni la metodica è stata semplificata per cui, avendo ridotto i tempi di preparazione a pochi minuti, è ora possibile la formulazione di una diagnosi immediata.
La risposta immediata permette, in caso di positività dell’esame ,di effettuare nella stessa seduta una colposcopia ed un’eventuale biopsia sulla zona anormale segnalata dal Pap test.

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Microscopio con set di colorazione rapida

HPV TEST

L’HPV test permette di scoprire la presenza dell’infezione da HPV anche in assenza di alterazioni cellulari

L’HPV test permette di scoprire la presenza dell’infezione da HPV anche in assenza di alterazioni cellulari. Sebbene non ci siano al momento trattamenti per eliminare i tipi di HPV che potrebbero causare il cancro della cervice uterina, individuarne la presenza aiuta a definire il rischio di sviluppare la malattia.

 

Se l’HPV non è presente, il rischio è molto basso e sarà sufficiente sottoporsi a screening con regolarità. In caso di presenza e persistenza dell’infezione da HPV, sarà necessario sottoporsi a controlli più frequenti, allo scopo di individuare il formarsi di anormalità cellulari che andranno trattate per prevenire la progressione verso il carcinoma.

 

Nelle giovani donne la presenza dell’HPV è molto frequente ma, fortunatamente, anche fugace. Per questo motivo, il test HPV, quale test di screening, non viene effettuato al di sotto dei 35 anni. Si rischierebbe, infatti, di trovare e, quindi, controllare moltissime infezioni destinate a scomparire spontaneamente, senza cioè progressione verso il carcinoma.

Il test si  esegue prelevando piccole quantità di muco sulla cervice uterina con un cotton-fioc o con una spatola(la medesima che si  usa   per fare il pap-test).

 
 
 
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I due test possono essere eseguiti contemporaneamente raccogliendo il materiale prelevato in una contenitore contenente un liquido conservante

 
 

IL COLPOSCOPIO

Il colposcopio è uno strumento indispensabile in uno studio medico ed è' uno stumento simile ad un cannocchiale che permette di vedere a forte ingradimento i tessuti.

Con il colposcopio è possibile mettere in evidenza e studiare quelle alterazioni segnalata dal pap test a livello del collo dell’utero e del canale vaginale, ma permette anche di indiduare polipi, fibromi, cisti ed aree di endometriosi sempre a livello di questi distretti.

L’osservazione colposcopica interessa anche la vulva(vulvoscopia) ed è di ausilio determinante nel fare diagnosi differenziale tra le varie malattie( infiammatorie, benigne e maligne) della parte.

L’uso del colposcopio è determinante nell’ identificare l’area interessata dalla lesione su cui eseguire la biopsia.

Il colposcopico dunque è uno strumento fondamentale nella pratica clinica quotidiana .

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Materiale strisciato su vetrino

 

BIOPSIA CERVICALE

Con biopsia cervicale si intende il prelievo di un piccolo frammento di tessuto asportato dal collo dell’utero.

Il prelievo viene eseguito sotto guida colposcopica in seguito ad un risultato anormale del Pap test.

L’uso del colposcopio è determinante nell’ identificare l’area interessata dalla lesione su cui eseguire la biopsia.
I frammenti di tessuto prelevati verranno inviati a un laboratorio dove, dopo un’adeguata preparazione, verranno analizzati al microscopio.

L’esame microscopico dei tessuti è chiamato esame istologico.
La tecnica è indolore e priva di complicazioni.

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NEXPLANON®:

Impianto contraccettivo per uso sottocutaneo 

Il NEXPLANON® è un bastoncino di plastica radio-opaco, non biodegradabile, morbido e flessibile, lungo 4 cm con diametro di 2 mm contenente progesterone.
Il dispositivo si applica sottocute nella parte interna dell’avambraccio.
L’impianto ha una durata di 3 anni con una sicurezza che si aggira attorno al 99%

Come funziona?
Il progestinico contenuto nell'impianto previene la gravidanza principalmente bloccando l'ovulazione. Inoltre, ispessisce il muco cervicale, ostacolando in tal modo l’ingresso dello spermatozoo nell’utero e la fecondazione dell’uovo. Modifica anche la struttura della mucosa endometriale rendendola non recettiva all’impianto dell’uovo fecondato.

Quanto è sicuro?
Sebbene nessun metodo di contraccezione sia efficace al 100%, l’impianto sottocutaneo vi arriva molto vicino.

Quali sono i vantaggi?
L'impianto ha i seguenti vantaggi:
• a differenza della pillola contraccettiva, può essere utilizzato da donne che non possono o non vogliono utilizzare gli estrogeni
• una volta in sede, non è necessaria alcuna altra precauzione aggiuntiva per prevenire la gravidanza
• la sua efficacia non viene ridotta in caso di vomito o diarrea, non essendo assunto per via orale
• può essere inserito immediatamente dopo un aborto o il parto e durante l'allattamento
• non interferisce con la normale attività sessuale o con le attività quotidiane
• lo si può rimuovere in ogni momento

Come viene inserito?
L'impianto viene inserito nel sottopelle nella parte interna dell’avambraccio con uno speciale inseritore, praticando anestesia locale. Non è necessaria alcuna incisione della cute.
L’intera procedura richiede solo pochi minuti.

Come viene rimosso?
Per rimuovere l'impianto, è necessaria una piccola incisione sempre preceduta da anestesia locale.

Chi può inserire o rimuovere l’impianto?
L’impianto deve essere inserito e rimosso solo da medici addestrati in tale procedura.

Quali sono i possibili effetti collaterali?
L'effetto collaterale più comune è un mestruo imprevedibile, in quanto i cicli mestruali, a differenza di quanto succede con la pillola tradizionale, possono essere irregolari. Con la pillola, infatti, si procede con un’assunzione ciclica del farmaco (solitamente 3 settimane di uso e una di pausa), e ciò garantisce la cadenza mensile dei flussi.

Con l’impianto, di contro, il farmaco è assorbito in maniera continuativa, senza pause mensili e da ciò dipende l’irregolarità dei cicli. Alcune donne possono presentare anche cicli più diradati e, talora, addirittura assenza di mestruazioni. Altri effetti collaterali, comuni anche ai contraccettivi orali, sono i cambiamenti di umore, mal di testa, acne e depressione; più raramente, aumento di peso.

Viene riferita una diminuzione dei dolori mestruali.

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Impianto contraccettivo per uso sottocutaneo (NEXPLANON®)

 

LASER TERAPIA

I Laser di ultima generazione, controllati da un sistema computerizzato, che rilascia un’energia “morbida” sono in grado di indurre la riproduzione di nuovo tessuto collagene senza alcuno shock termico, di favorire la vascolarizzazione e, quindi, la nutrizione dei tessuti con conseguente aumento di elasticità e compattezza.

Il trattamento, eseguito ambulatoriamente e senza anestesia perché indolore, consiste nell’inserimento in vagina della sonda LASER progettata in modo da adattarsi anatomicamente alle pareti vaginali.

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ELETTROCHIRURGIA

L'elettrochirurgia è una tecnica chirurgica che utilizza la corrente elettrica ad alta frequenza (HF) per eseguire il taglio e/o il coagulo in modo rapido e semplice.

L'elettrochirurgia è una tecnica chirurgica che utilizza la corrente elettrica ad alta frequenza (HF) per eseguire il taglio e/o il coagulo in modo rapido e semplice.
L'elettrobisturi è lo strumento che realizza questa azione simultanea di taglio e di coagulo dei tessuti per effetto termico. Proprio queste proprietà rendono possibile l’intervento in regime ambulatoriale, con una semplice anestesia locale, non diversamente da quanto avviene per molti altri interventi di micro-chirurgia. In ginecologia, con questa tecnica vengono trattati condilomi e verruche, lesioni CIN del collo uterino, tumori cutanei, riduzioni estetiche delle piccole labbra.

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È composto essenzialmente da:

  • un generatore di segnali ad elevata frequenza

  • un elettrodo attivo opportunamente sagomato, detto “manipolo”

  • un elettrodo di ritorno detto “neutro”

Gli elettrodi attivi constano di fili o di anse in platino, molto sottili e di varie dimensioni, che permettono, con taglio netto e sagomato, di asportare la quantità di tessuto necessario.La corrente erogata dal generatore ad alte intensità e frequenza passa attraverso i fili di platino e viene assorbita dai tessuti sotto forma di calore.

A temperature elevate l'acqua contenuta nelle cellule e nei liquidi extra-cellulari entra in ebollizione determinando un aumento di pressione all'interno delle cellule stesse e provocandone una rottura con conseguente separazione dei tessuti e, quindi, il taglio.

Contestualmente, il calore sviluppato localmente produce anche un effetto emostatico.

Miscelando queste due proprietà della corrente, i tessuti vengono tagliati e coagulati contemporaneamente consentendone l’asportazione senza sanguinamento

 
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Elettrobisturi

AGO ASPIRATO CON RISPOSTA IMMEDIATA

 

L’agoaspirato è un esame semplice ed indolore che consente, mediante un ago sottile, di prelevare materiale cellulare da un nodulo mammario.

Il materiale prelevato viene poi strisciato su un vetrino, colorato ed esaminato al microscopio.

Grazie allo stesso sistema di colorazione rapida che si usa per il Pap test è possibile analizzare e fare diagnosi immediata.

 

ESAMI DI LABORATORIO

TEST GENETICO BRCA1 e BRCA2

 

Predisposizione genetica al tumore della mammella e ovarico - Sequenziamento completo dei geni BRCA1 e BRCA2

Il tumore della mammella rappresenta il tumore più frequente nella donna: nei Paesi industrializzati 7 donne su 100 sviluppano una neoplasia mammaria nell’arco della vita mentre il tumore dell’ovaio interessa circa il 2% delle donne. Nell’ambito di questi tumori è oggi possibile operare delle distinzioni: si parla infatti di tumori sporadici o familiari/ereditari. Il 75% circa dei tumori mammari è di tipo sporadico, cioè si sviluppa nella popolazione generale in assenza di familiarità ed è per lo più correlato a fattori ambientali. Il restante 25% dei tumori mammari è invece di tipo familiare o ereditario (la classificazione differisce in base alla numerosità, grado di parentela o età di insorgenza di parenti affetti da neoplasia mammaria): il rischio di sviluppare tumori della mammella e/o dell’ovaio infatti è più elevato se altri membri della propria famiglia si sono ammalati di queste neoplasie.

Il test genetico consiste in un prelievo di sangue da cui si estrae il DNA per la ricerca di mutazioni nei geni BRCA1 o BRCA2 localizzati rispettivamente sui cromosomi 17 e 13. L’analisi viene eseguita mediante un sequenziamento completo degli esoni codificanti i geni BRCA1 e BRCA2.

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TEST MOLECOLARE PER MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI

I principali microrganismi responsabili delle malattie sessualmente trasmissibili sono:

Gonorrea, Sifilide, Chlamydia trachomatis , Gardnerella Vaginalis, Trichomonas, Papillomavirus umano(HPV), Herpes Genitale, HIV, Citomegalovirus(CMV), Epatite A,B,C,  Candida albicans (CA) e tipi meno frequenti tipo la Candida glabrata e Candida krusei che non vengono identificate con i tradizionali esami culturali.

Le malattie sessualmente trasmissibili  sono patologie che si trasmettono principalmente per contagio diretto tramite contatto sessuale ma è possibile essere infettati anche in circostanze differenti: ad esempio, nel caso di trasmissione da madre a bambino durante la gravidanza o il parto, oppure attraverso trasfusioni di sangue infetto o tramite l'uso di aghi o strumenti chirurgici non adeguatamente sterilizzati

Le MST possono essere contratte sia dall’uomo che dalla donna e, se non diagnosticate e curate in tempi adeguati, possono compromettere il corretto funzionamento di organi e apparati causando patologie più o meno gravi come infiammazioni, infertilità e cancro.

I sintomi più comuni sono

Prurito e bruciore vulvare associato a  perdite vaginali insolite e maleodoranti,

Dolore e bruciore alla minzione 

Secrezioni del pene 

Piaghe sui genitali, nella zona rettale o nella zona orale

Perdite vaginali insolite e maleodoranti 

Secrezioni dal pene

Ingrossamento dei linfonodi, soprattutto nell'area inguinale

Dolori pelvici, accompagnati in alcuni casi a febbri persistenti o a diarrea

Si consiglia di effettuare il test anche in assenza di sintomi per chi ha  comportamenti a rischio con una cadenza   almeno annuale al fine di assicurare la diagnosi precoce ed evitare le sequele delle infezioni.

Per l’esecuzione dell’esame è sufficiente un campione di urine oppure un tampone vaginale o uretrale